Untitled
di Claudio M.
Stamane mi sono svegliato con la voglia di piangere. Una insopprimibile, incontestabile voglia di piangere.
Così, senza un vero perché.
Una vibrazione incolore che parte da qui, dal basso diaframma, e si irradia su tutta la schiena.
Non sul petto, sulle mani, sulle gambe, sul volto. No. Solo sulla schiena.
E sul basso diaframma, naturalmente.
Ed io sto qui, e non so se darle retta.
Forse, forse, dovrei trovare una ragione per piangere, una qualsiasi. Sarebbe un’idea.
E non guardatemi con quelle facce…
Non sono il primo ad aver pianto, né sarò l’ultimo a farlo. Lo fanno in tanti, nel nascosto delle proprie camerette o nell’intimo virtuale che si creano, illudendosi di essere non visti.
Piangono per sé, piangono per gli altri, piangono per il dolore, piangono per la felicità.
Piangono o si piangono addosso.
Ci sono tante forme.
E poi, che male c’è a farlo, ogni tanto?
Tanti altri sentimenti – ben più “forti” – si sono affrancati, tanto che si rivendica il diritto di odiare, amare, provare rabbia.
Ed allora piangere, una attività che coinvolge noi in primis?
Non ha lo stesso diritto di essere “rivendicato”?
c’è una canzone dei Cure che si intitola “boys don’t cry”…e praticam dice che i ragazzi nascondono le proprie lacrime spesso dietro a falsi sorrisi,che tentano di riderci sopra…solo perchè i ragazzi non devono piangere…
è una canzone bellissima…
cmq credo che piangere faccia bene…ogni tanto…anche la sofferenza,i pianti improvvisi e l’angoscia sono uno dei tanti modi…per sentirsi VIVI…
Anche a me capita di piangere a volte… e senza neanche una ragione valida… ne ho bisogno e basta. L’unica cosa che so è che mi fa bene.
piangere è una valvola di sfogo migliore che prendere a pugni un muro o ubriacarsi. e ci rende più sinceri con noi stessi.
Io ho pianto molto spesso nella mia vita. Senza vergognarmere. Non ho mai pianto a caso. C’è sempre stato un perchè. I guai sono iniziati quando a piangere non sono riuscita più.
Ora da un po’ ogni tanto mi viene di nuovo. Magari per qualche scena cruda della vita reale, per qualche amico che soffre, per un film strappalacrime (nomen omen). Per me non piango più. Non di dolore almeno. Aspetto con ansia le mie prime lacrime di gioia…
E’ capitato anche a me di piangere, a volte, ed ultimamente provo sempre più spesso la sensazione che tu hai descritto benissimo.
Quando ero “piccolino” mi sono molte volte trattenuto, ed ho evitato di piangere anche in situazioni che avrebbero “richiesto” una lacrima.
Ora invece mi trovo spesso a combattere con quella sensazione… e ciò mi fa riflettere.
E’ il mio carattere che è cambiato, o è il mondo che è cambiato a tal punto da farmi venir voglia di piangere per tutte le “brutture” che vedo ogni giorno?
Giovy
@dream: infatti. Piangere e soffrire sono anche dei buoni spunti per una crescita interiore…
@sitra: fa bene sì, fa bene
@aluccia: a me bere fa ridere. Mi prende la ridarola, come un cretino…
@sooshe: mi succede una cosa strana, ultimamente. Una cosa masochista, forse. Comincia a prendermi il magone, e comincio a pensare alla mia morte.
Tutto molto plateale, con estremi sacrifici, o dimostrazioni di coraggio da parte mia e disperazione e strappamiento di capelli da parte di chi mi vuole bene.
Una morte egocentrica, insomma.
Però è utile, piango piango piango come un cretino.
E poi mi riprendo da possibili stadi depressivi ;p
@Giovy: il femminismo ci ha aiutato, penso. Le donne hanno rivendicato un ruolo maggiore, e noi uomini abbiamo potuto scrollarci di dosso la maschera di “uomini duri a tutti costi”. Un bene, secondo me…